martedì 20 dicembre 2011

BUONE FESTE


Non sono molto in vena di parole ultimamente.
Festa religiosa, ricorrenza pagana, in qualunque modo voglia intendersi, per me Natale resta un luogo dell'anima. E' quel piccolo bambino che abbiamo dentro e ogni tanto ci ricorda quanto è bello vivere.
Che il Natale ci faccia riscoprire la bellezza di un raggio di sole attraverso la persiana.
Che ci porti sorrisi dalle persone che amiamo.
Ci faccia assaporare la vita, finchè c'è va tutto bene.
Ci regali parole, sensazioni, piccoli momenti, nuove prospettive da cui guardare il mondo, un po' di noi.
Tanti auguri a tutti!

venerdì 16 dicembre 2011

SEI


"Mamma, non è vero che le giornate in inverno sono più corte."
"Si tesoro, è vero. Ti spiego, si dice più corte perché è più buio, anche di mattina o di pomeriggio. In realtà sono uguali alle altre."
"A me sembrano lunghissime!"
"Forse perché ti annoi? O non ti piace il buio? Magari d'inverno ci si sente più tristi ..."
"No, io non sono triste. A me piace il buio. E mi piace la pioggia, mi piace il sole, mi piace la neve. Mi piace tutto, mi piace anche andare a scuola e non sono mai triste mamma! A volte mi arrabbio, ma i bambini si arrabbiano quando sono un po' stanchi."

Quando sono triste mi basta guardarti e il cuore si riempie di tenerezza e di gratitudine.
O ascoltare la tua vocina, che disturba tanto tuo fratello ma ha sempre cose sagge da comunicare.
Mi piace affondare nella piega tra il tuo collo e la tua guancia e farmi solleticare il viso dai tuoi capelli sottilissimi. E' un posto magico, dove tutto ritrova un senso.
Mi piacciono i tuoi "mammina cara", e i tuoi "grazie", e i tuoi "io amo mio fratello".
Mi piacciono da matti il tuo sorriso perfetto, la tua grazia, la tua pazienza. E' vero, ti arrabbi poco e rispondi male solo quando sei stanca.
Mi piaci tutta e spero che se cambierai, sarà solo per non farti sopraffare da nessuno.
Tu la mia piccola Pollyanna, il mio rimedio per ogni cosa.
Mantieni sempre la tua letizia e fai risplendere il tuo sorriso. Sono certa anche la vita ti sorriderà allo stesso modo.
Buon compleanno stellina!

giovedì 1 dicembre 2011

UN ATTIMO


Avevo appena terminato un esercizio di yoga e, nel rialzarmi in posizione seduta, i miei occhi hanno incontrato la fiamma della solita candela rossa che è sempre accesa nel momento della lezione.
E' stato un attimo.
Mi sono rivista con i miei fratelli nei pomeriggi in cui saltava la corrente e mio padre al buio andava a cercare le candele nel cassetto.
Restavamo seduti attorno al tavolo a contemplare la danza delle fiammelle.
Era un attimo. Un attimo magico.

lunedì 28 novembre 2011

RIFLESSIONI

"Ho capito che tutto quel che accade ha un senso. Ma non un verso.
E' una cosa che mi hanno insegnato i figli (che forse sono come i principi azzurri): tu li vuoi portare da una parte e loro vanno dall'altra.
Tu semini tantissimi narcisi e improvvisamente crescono meravigliosi tulipani.
Ma tu volevi i narcisi, cacchio.
Poi però, quando vedi i tulipani, dici: "Sai cosa? Forse son perfino meglio i tulipani ... "
Questo è proprio bello. Perchè non è vero che non fioriscono; semplicemente fioriscono diversamente da come vorresti tu.
Invece le madri spesso hanno il vizio di credere di sapere già tutto. E fanno domande stupide.
I miei figli sono in affido. Che è una condizione ancora più strana rispetto all'adozione.
Loro sono fratelli, sanno chi sono padre e madre, ma non li vedono più perchè i loro genitori hanno perso la patria potestà.
Quindi entrare nella loro vita non è stato facile.
Ho dovuto anch'io in qualche modo partorirli. Sentire la loro presenza dentro.
Mi sarebbe piaciuto tanto riconoscere la mia pelle nella pelle dei miei figli. Sentirne l'odore e identificarlo come mio.
Soprattutto perchè erano già grandi. Lui otto anni e lei undici.
E' stata quella la cosa più faticosa all'inizio.
Non essere capace come bestia di sentirli cuccioli miei.
Mi dannavo e non ce la facevo.
Mi sentivo incapace, inerme, non sapevo come toccarli, dove toccarli, avevo paura di far loro del male.
Spesso i bambini in affido pungono. Sono ricci.
Si difendono, bisogna maneggiarli con cura.
Per loro, tutti sono potenziali carnefici, non si fidano.
Sono passati cinque anni da allora.
Di solito si dice: "Mi sembra ieri ..."
A me no. Mi sembra un'eternità."
(Luciana Littizzetto - L'educazione delle fanciulle)

venerdì 25 novembre 2011

LA LUNA DI TRAVERSO


"E poi quel maestro di danza non mi piace. E mi fa fare una parte da femmina. E io non ci voglio andare, io voglio solo fare il musical dell'anno scorso e stare con Sabrina."
"Federico ... ogni tanto ci pensi al fatto che nella giornata ti esprimi soprattutto con lamenti di ogni genere? E questo non mi piace, e quell'altro non mi piace ... ci saranno pure delle cose che ti piacciono o no?"
"No, la mia vita fa schifo e non mi piace niente."
"Federico!! Ma non puoi dire una cosa del genere a otto anni! E a quindici che farai allora?"
"Ma è vero ... "
"Niente, proprio niente ti piace?"
"Niente!"
"Scusa Arianna, se io ti chiedo cosa ti piace di quello che fai, tu che rispondi?"
"A me piace stare con voi mamma. Poi mi piace andare a scuola. Mi piace danzare, mi piace tanto cantare. E poi mi piace tantissimo quando abbiamo ospiti e mi piace quando viaggiamo. E mi piace il venerdì perchè mi vieni a prendere prima da scuola, e poi ..."
"Ecco Fede, qualcosa ci sarà pure anche per te ..."
"Ma tu non avevi mica spiegato bene la domanda mamma! A me piacciono l'amicizia, la gioia e la felicità. E te che mi servi per farmi le coccole così sono felice."


Altro che il sole e la luna.
Questi due sono il sole splendente e la luna di traverso.
E lui riesce ad essere anche più di traverso di me. Queste scene le ho già vissute: vedo e prevedo un'adolescenza drammatica ...

giovedì 24 novembre 2011

NOIA


Non devo avere più una vita particolarmente interessante visto che ho perso un po' la voglia di condividerla su questo blog.
Le giornate trascorrono uguali e ritmate dagli stessi impegni.
Colazioni con familiari assonnati e silenziosi.
Pause caffè in un bar che non è più lo stesso e non mi rilassa come un tempo.
Lavori domestici, qualche gioiello quando mi prende l'ispirazione che scarseggia nonostante la rinnovata proposta di mercatino.
Non ho ancora fatto questo genere di esperienza ma so già che non fa per me. Creare deve essere qualcosa di spontaneo; creare in grandi quantità con lo scopo di vendere non è per nulla affascinante, oltre che troppo faticoso per una pigra come me.
I pomeriggi, e ora anche i sabati mattina, trascorrono tra accompagnamenti vari a danza, clarinetto, riabilitazione o a seguire i bambini nei compiti e preparare la cena.
La sera non c'è tempo per la conversazione; mi riduco a leggere un libro, sorseggiare la mia camomilla bollente al retrogusto di melissa e attendere che dalla camera dei mostri non arrivi più alcun rumore per rimboccare coperte e spegnere la luce.
Non mi sto lamentando, non cerco nulla di diverso e di esaltante.
E' una vita serena e molto fortunata.
Penso solo che non valga la pena di trasmettere, attraverso queste pagine, la sottile noia che a volte mi prende .

lunedì 21 novembre 2011

UN SITO INTERESSANTE

Un sito interessante, scoperto grazie a mio marito ed al suo teacher di inglese.
Capitato a fagiolo in un momento di grande ansia per la scuola.
Condivido ogni parola

Perchè se mio figlio diventasse un bravo falegname, io sarei contenta come se si laureasse in medicina o ingegneria.
A patto che lo sia anche lui.

Perchè la scuola è imparare ad essere oltre che imparare a leggere, scrivere e contare.

Perchè siamo tutti diversi ma tutti uguali e tutti con lo stesso diritto di accoglienza e comprensione quando i nostri problemi non dipendono da noi.

Perchè parliamo di bambini e di un futuro che potrà essere nero o roseo anche in base a ciò che riusciamo a trasmettere loro, come scuola, come compagni di classe, come famiglie. E perchè loro hanno delle capacità che noi adulti abbiamo dimenticato.

Perchè non voglio che i miei figli diventino corpi che portano a spasso una testa e concentrino tutta la loro attenzione sull'intelligenza sul sapere e il risultato personale e sul "presunto" posto di prestigio che occuperanno nella società. Ho conosciuto molte teste di questo tipo, quasi tutte presuntuose. Preferisco che siano soddisfatti di se stessi e umili, sempre.

Perchè la creatività è ciò che di divino possiamo ritrovare in noi, anche se non crediamo in nessun Dio.

Oggi mi sento contenta delle scelte che ho fatto e faccio ogni giorno con fatica per i miei figli.

martedì 15 novembre 2011

AUTOMNE


L'autunno padano mi fa rimpiangere moltissimo le decine di caffè che pagavo al mio collega a Bari.
Della serie si stava meglio quando si stava peggio.

sabato 12 novembre 2011

12 NOVEMBRE 2011


Peccato solo non servirà a nulla ...
Coloro che apriranno la bocca con competenza, i tecnici, saranno presto spazzati via da chi lo fa per farvi entrare le mosche e mangiare a sbafo alla faccia nostra.

martedì 8 novembre 2011

RESPIRARE


Sembra così facile.
Respirare dico. E' qualcosa di naturale, di spontaneo.
Da quel primo momento in cui l'ostetrica di turno ci percuote con un colpetto per svuotare i polmoni di liquido residuo, parte la nostra vita, il nostro respiro.
E invece no, non è così scontato.
L'ho imparato a yoga. Ci sono tanti modi per respirare e tanto dice di noi il nostro respiro.
A volte è meglio fermarsi a pensare a quel soffio vitale e costringerlo per vie che non sono le solite.
Si scopre sempre qualcosa di nuovo a percorrere strade ignote e la scoperta può non piacerci tanto all'inizio, come non ci piace la prima ruga che vediamo specchiandoci, il primo capello bianco.
Poi, a guardare meglio, si scopre che quella novità ha un'altra faccia, positiva.
La ruga, il bianco, dicono della nostra vita, di quello che abbiamo imparato, di quello che abbiamo sofferto o per cui abbiamo troppo gioito.
Respiri diversi in questi giorni di assenza dal blog.
Respiri sereni in una città che amo da anni, da quando quindicenne ci andavo da sola in treno per raggiungere mia sorella.
Ho rivisto luoghi noti e amati, Colosseo, Piazza di Spagna, Fori e tanto altro.
Ho camminato sulla storia, ho camminato tra la gente, ho camminato con amici e mi sono sentita fortunata per essere tornata ancora qui. Nonostante non ci sia più nessuno che possa accogliermi nella sua casa, prepararmi  piatti mai assaggiati prima, farmi conoscere lo stravagante mondo del cinema e farmi sentire amata.
Respiri trattenuti nell'attesa di sapere se il mercatino per il quale ho lavorato tanto in questo mese si sarebbe svolto oppure no. 
La festa d'autunno è andata avanti senza di me. Non avevo l'attrezzatura idonea per esporre sotto la pioggia di questi giorni.
Respiri misti a singhiozzi e sensi di colpa inutili. Ma tanto lo sapevo già da tempo come sarebbero finiti i test sui disturbi di apprendimento di mio figlio. 
Quello che non sapevo è che ora si può ricominciare a respirare insieme, allo stesso ritmo come quando lui era ancora dentro di me.

lunedì 3 ottobre 2011

PENSIERI


Nella prossima vita vorrei rinascere gatto. 
Per stare in bilico senza paure alla finestra del mondo.

Il gatto è della vicina, la frase è mia.
Le paure sempre troppe.

PS: siete tutti invitati alla festa d'autunno che si terrà a Battuda (PV) il prossimo 6 novembre; io esporrò le mie creazioni di bigiotteria. Credo quindi che nei prossimi giorni non avrò molto tempo per il mio blog e per quelli amici. A presto!

venerdì 30 settembre 2011

AL PEGGIO NON C'E' MAI FINE

Provate a rispondere al quiz linkato in fondo alla pagina e pubblicato dal magazine di BBC.
Poi traetene le vostre conclusioni: secondo voi all'estero pensano che gli italiani abbiano toccato il fondo oppure che abbiano già cominciato a scavare?
A giugno scorso a Madrid ci siamo ritrovati nel bel mezzo di un'imponente manifestazione di indignados.
Noi invece siamo tutti alla finestra del nostro orto a guardare ...
Che detto da una che non crede affatto negli scioperi significherà qualcosa.

Silvio Berlusconi at 75: A birthday quiz

giovedì 29 settembre 2011

20 ANNI


Quest'anno preferisco non avere parole per ricordarti.

lunedì 26 settembre 2011

NON SI PUO' ...

... passare due ore a leggere nel cuore della notte e vedere il sole sorgere solo per aver fatto un brutto sogno.
E' una cosa da bambini.
E da sciocchi.

giovedì 22 settembre 2011

... ANCORA

Io non ci rimango più male.
Tre o quattro anni fa mi sarei sentita arrabbiata, triste, sconfortata e anche in colpa senza un motivo.
Ora la cosa mi meraviglia e basta.
Quale cosa?
Quando stai pagando un paio di scarpe e ti chiedono di dove sei.
E fin qui, normale curiosità.
Accertato che la tua origine è meridionale, cominciano con le solite solfe: che ci veniamo a fare, non potremmo stare a casa nostra, complichiamo la vita agli altri, si capisce se sei giovane e single ma con una famiglia dai più fastidio, ecc. ecc.
Non mi è chiaro in effetti. Complico la vita al negoziante perché sono una nuova cliente?
Non si preoccupi signor Glitter, io non ci rimango più male ma non credo rimetterò ancora piede nel suo negozio.

martedì 20 settembre 2011

...


Considerato che non ho mai ricevuto uno stipendio da 2000 euro al mese in vita mia, la domanda è: secondo voi che categoria c'è al di sotto di quella delle pecore?

venerdì 16 settembre 2011

IL SOLE E LA LUNA

Una si sente bellissima e si preoccupa che la puntura di zanzara sul viso possa rovinarlo.
L'altro si domanda davanti allo specchio se è bello oppure no.

Una dice che la scuola è bellissima e facilissima.
L'altro a domanda non risponde.

Uno disegna benissimo da alcuni anni ed ha molta fantasia.
L'altra comincia a tracciare adesso segni comprensibili sul foglio.

Una, colta da rabbia improvvisa, sta per tirare un pugno al fratello ma si ferma in tempo e si ripete come un mantra: "Rilassati Arianna, rilassati Arianna."
L'altro il pugno lo tira e basta.

Una dice che ha paura dell'acqua ma non rinuncia ad andare in piscina perché vuole a tutti i costi imparare a nuotare.
L'altro dice che farà dieci lezioni e poi deciderà se è il caso di continuare. La piscina stanca e l'istruttore pretende troppo ...

Una vuole l'hamburger senza verdure.
L'altro senza formaggio.

Una si siede con delicatezza sulle gambe, si accuccia tutta e dice: "Mammina cara, mi manchi tanto!"
L'altro fa i placcaggi tipo rugby, mi butta sul letto, mi stringe fortissimo e pretende mille baci.

A uno le parole bisogna cavargliele di bocca con la forza.
L'altra non smette mai di parlare, neanche nel sonno.

Una è sempre sorridente.
Un sorriso dell'altro è un regalo prezioso.

Il sole e la luna. Non se ne può fare a meno di nessuno dei due.

mercoledì 14 settembre 2011

GIVEAWAY DI VALDIROSE


Oggi un consiglio: non lasciatevi sfuggire la possibilità di passare due notti a Valdirose.
Valdirose è un delizioso bed and breakfast a due passi da Firenze.
Un posto dove i proprietari ti fanno sentire coccolati e dove ogni dettaglio rende speciale la vacanza.
Io ci sono stata e ci tornerei molto volentieri!!!
Per partecipare al giveaway di Irene, lasciate un messaggio nel suo post.
E speriamo che la fortuna vi accompagni :-)

domenica 11 settembre 2011

PICCOLA STELLINA CONTINUA A CRESCERE


Era ieri che finivi il nido.
E oggi, anzi domani, sei pronta a cominciare una nuova avventura: quella che ti aprirà la porta magica delle parole e dei numeri.
Diventi grande sul serio ora.
Allo stesso modo del tuo pinguino di peluche a cui nei giorni scorsi hai continuato a ripetere: "Devi andare a scuola! Ormai sei grande e ci devi andare! Ma stai tranquillo però, non puoi dire che una cosa non ti piace se prima non la provi. E poi Babbo Natale ti porterà tanti libri perchè a dicembre saprai leggere."
Ti auguro un percorso in discesa, ti auguro di mantenere viva la curiosità e di affrontare sempre tutto con coraggio come fai oggi.
Ammiro il tuo ottimismo, la tua autostima e il tuo autocontrollo.
Sono qualità impagabili e spero le conserverai tutta la vita.
Buona scuola piccola stellina!

giovedì 8 settembre 2011

ANCORA?

La verità è che non blocco i messaggi degli estranei su Libero perché mi diverto troppo a  studiare la fauna umana.


CIAO BUONSERA, CIAO, SON MARCO, DA LECCE,PROV.
SON SINGOL, MATURO, SEMPLICE E EDUCATO MOLTO ALLA MANO. MOLTO RISPETTOSO. NON GREZZO CAFONE MALEDUCATO. 
sono qui per cercare di trovare UNA nuova semplice conoscenza niente di che SEMPRE SE VUOLEEEE per parlare un po', io abito nel salento, vicino a mare, infatti se vuoi venire se ti va' dimmelo che magari ti mostro i mari di qua ok
IO lavoro sempre, vado in palestra, leggo il quotidiano, vesto elegante,casual, uso profumi freschi, mi PIACE LA CULTURA IN TUTTO E IL SAPER FARE, con il rispetto di tutto. 
mi piace molto prendere il sole abbronzarmi al mare con la crema BILBOA, Stare da mattina sino a sera, nel giorno di riposo sett. 
SCUSAMI PER IL DISTURBO, SE VUOIII RISPONDI COME VUOI OK??
A PRESTO BACI MARCO CIAOOOOOO

Ma voi come lo immaginate MARCO? 
CIAOOOOOO!

martedì 6 settembre 2011

IL PECCATO ORIGINALE


Sabato ho sentito un commentatore alla radio che definiva l'evasione fiscale il peccato originale degli italiani.
Ammettiamolo.
Quanti di noi hanno accettato almeno una volta nella vita di pagare senza emissione di fattura pur di risparmiare pochi (o anche tanti) spiccioli? 
Chi non ha mai fatto una prestazione in nero? Anche per una cifra veramente ridicola, ma pur sempre in modo illegale.
Quanti regolarmente svolgono il secondo e terzo lavoro, forse con la giustificazione perfino accettabile che diversamente non arriverebbero a fine mese, e per ovvi motivi non lo dichiarano?
Prima delle manifestazioni di sciopero, prima del facile scarica barile, prima di tutto, un bello sguardo alla nostra coscienza.
Forse, se non ragionassimo in termini di poco e subito, o anche "così fan tutti", ma riuscissimo a guardare oltre, verrà un giorno in cui tutti pagheremo meno tasse.
Chi è senza peccato scagli la prima pietra.

lunedì 5 settembre 2011

BACK TO SALZANO CITY

Settembre 2007 Venezia

E' bello avere la consapevolezza che qualcuno ti vuole davvero bene.
Due giorni a Salzano, due pranzi, una cena, una colazione offerti con il cuore.
Ritrovare volti amici e sorridenti, nonostante qualcuno abbia i suoi bei problemi da affrontare.
Riepilogare il tempo passato.
Promettersi di incontrarsi a Roma ad ottobre.
La maestra dell'asilo che ti invita a colazione, felice di riabbracciare i "suoi" bambini. La bidella che ti racconta aneddoti che non conoscevi.
Sapere che si può contare su tutte queste persone anche quando, quasi in partenza, si decide di passare due ore e mezza al pronto soccorso per capire cosa fare per la manina del mostro grande che continua a gonfiarsi dopo una puntura di vespa.
Grazie amici, siamo stati benissimo e speriamo di rivederci presto!

martedì 30 agosto 2011

SI RICOMINCIA


Preso, preso, preso ... questo no ... non ho terminato di acquistare il materiale necessario per l'inizio della scuola.
In particolare mi "preoccupa" un quaderno piccolo con righe di seconda.
Forse dovrei andare a cercarne tra i miei qualcuno avanzato perché, dai tempi in cui è nata la moda dei quadernoni, i quaderni piccoli si trovano solo a righe e quadretti di quinta.
Farò un salto in segreteria la prossima settimana per sentire se sono arrivati i grembiuli.
Gli zaini nuovi sono pronti nello spogliatoio, ma mancano le scarpe!
I sandali non sono adatti per la scuola e le scarpe primaverili non vanno già più ...
Le scarpe da ginnastica per Federico, arrivato ormai al 36, le abbiamo trovate solo con i lacci ed è stata una bella soddisfazione scoprire che ha imparato in fretta come si usano. 
Mi sono resa conto che, sostenuti dalle nostre ansie e dalle moderne invenzioni,  il rischio è crescere bambini imbranati. 
Arianna è entusiasta all'idea di cominciare la prima, si sente grandissima.
Federico deve ancora finire i compiti delle vacanze ma mi ha dimostrato di essere capace di leggere cinquanta pagine in un giorno; se vorrà, riuscirà.
Alla fine sono contenti entrambi di tornare a scuola, soprattutto contenti di potersi incontrare nel corridoio prima dell'ingresso in classe, a pranzo, in qualche uscita scolastica, al concerto di Natale forse.
Anche quest'anno hanno scelto un'attività sportiva identica, sempre con lo scopo di stare insieme.
Dalla danza siamo passati al nuoto (peccato!) perchè: "Mamma l'estate prossima io devo saper galleggiare e Federico deve nuotare bene. E poi le piscine sono una di fronte all'altra e ci possiamo salutare con la mano quando facciamo il corso."
Si amano. 
Nel tema delle vacanze "Descrivi un componente della tua famiglia", lui ha parlato di lei: "Mia sorella è magra, è alta un metro e dieci centimetri, ha la bocca sorridente. Arianna è dolce e gentile. La cosa che mi piace di più è quando fa la burlona. E mi vuole tanto bene."
L'augurio che faccio loro è di sostenersi sempre a vicenda, tutti i giorni, anche in quelli di questo nuovo anno scolastico.

venerdì 26 agosto 2011

L'ORTO (QUASI) A CASA TUA

Avevo raccontato tempo fa che frutta e verdura arrivano a casa mia da un'azienda dell'Alto Adige.
Ormai è da un anno che utilizzo il loro servizio e sono abbastanza soddisfatta.
La qualità è buona, il prezzo ottimo, le consegne puntuali e comode (anche se non sono in casa, la cassetta viene lasciata dietro la mia porta d'ingresso), è possibile sospendere temporaneamente la consegna e modificare dimensione e contenuto delle cassette consegnate.
L'unico dubbio che ancora mi frulla per la testa è la provenienza dei prodotti.
Sul loro sito scopro, ad esempio, che le cipolle arrivano dall'Argentina. Non siamo forse in grado di coltivare cipolle biologiche in Italia? Insomma non mi va di far fare a queste cipolle tanti chilometri per arrivare a casa mia. Tanto vale allora comprarle con il resto della spesa dal sito di "santa Esselunga".
L'ideale sarebbe trovare una cascina vicino casa e comprare direttamente dal produttore.
Ma io sono troppo pigra per una soluzione di questo tipo ...



Ci sarebbe il famoso orto milanese, che è tanto in voga da queste parti se non si ha a disposizione un giardino.
In sostanza l'orto lo coltivi in vaso sul balcone e, se hai maggiore spazio a disposizione, puoi attrezzarti con il nuovissimo banco per orto di Cargo. Non devi piegarti, hai tutto a portata di mano e puoi spostarlo facilmente dove preferisci grazie alle comode ruote.
Perfetto per i milanesi doc!

Ma io non sono capace neanche di far crescere una pianta di plastica!
L'ultima in ordine di tempo che ha tirato le cuoia, o meglio le foglie, è stata una pianta grassa ... non so se mi spiego.
In questo caso credo che l'assassino sia stato mio marito, colpevole di averla annegata in mia assenza, ma tant'è, anche le piante grasse non durano a casa mia, figuriamoci i pomodori!

Gira che ti rigira, sul web intendo, ho trovato questo sito.
Si tratta di un'azienda agricola in provincia di Vercelli, che almeno è più vicina di Bolzano, il cui terreno è stato destinato in parte alla piantumazione di orti.
Si va sul sito, si definisce il numero di persone che mangeranno dei prodotti dell'orto, si decide di che grandezza deve essere e quali tipi di verdure vi devono essere coltivate, si aggiungono, volendo, delle aiuole di piccoli frutti, aromi, e fiori e poi si invia la richiesta.
Alla richiesta, non impegnativa, segue contratto da leggere con calma ed eventualmente firmare. 
Per i più fanatici c'è la possibilità, con costi aggiuntivi annuali, di creare uno spaventapasseri personalizzato con la propria foto, di trasformare gli scarti dell'orto in compost per nutrire lo stesso, di ottenere a fine anno un album fotografico che attesta i progressi dei "figliuoli", di realizzare una paletta in legno con nome del proprietario virtuale dell'orto.
Sul sito viene garantita la coltivazione secondo metodi tradizionali, senza utilizzo di prodotti chimici e OGM e con irrigazione a goccia per un maggiore risparmio di acqua.
Le verdure coltivate vengono inviate settimanalmente ed entro 24 ore dalla raccolta al proprio domicilio, senza costi aggiuntivi rispetto a quanto concordato (28 euro nel mio caso per 10 chili di verdura).
Viene fornita infine la possibilità, a chi abita nei dintorni o a chi è particolarmente curioso, di andare nel week end a visitare il proprio pezzetto di terreno e tutta l'azienda agricola.
Ho inviato la richiesta ma sono ancora indecisa sul da farsi. 
In ogni caso mi sembra un'idea carina e ho voluto per questo segnalarvela.

mercoledì 24 agosto 2011

MOSTRI CRESCONO



CURIOSITA' (Arianna)

"E come vedete, bambini, negli abiti maschili rinascimentali c'era questa piccola custodia in mezzo alle gambe, la potete vedere anche sui quadri dell'epoca, che serviva a mettere in evidenza le doti dell'uomo. Oggi sembrerebbe strano. Pensate se il presidente Napolitano andasse in giro con un abito così! Ma allora, oltre che utile in battaglia, si riteneva che l'uomo dovesse andare orgoglioso di certe parti del suo corpo ..."
"Io vorrei sapere ... perchè negli abiti delle donne non c'era?"

E tutti a  ridere.
Peccato che la piccola volesse dire, perchè le donne non dovevano mostrare nulla? :-)

CONOSCENZA (Arianna e Federico)

"Mamma, Federico mi ha detto che l'acqua delle bottiglie arriva dalle montagne. Si spaccano le montagne e poi si raccoglie l'acqua con un bicchiere ..."
"Ma che dici? Io non ho detto così! Ho detto che si spaccano le montagne e si raccoglie l'acqua con un secchio!"

SAVOIR FAIRE (Arianna)

"Mamma, con quel cappello sei semplicemente spettacolare!"

lunedì 22 agosto 2011

40

Un vestitino di lino bianco con una tasca a forma di cuore nel centro, di cotone rosso a pois bianchi. Dovevo avere non più di tre anni ma quest'abito lo ricordo perfettamente e non c'è in nessuna delle mie foto.
Il mare, la sabbia, la pineta, le telline, i cefali, le uova di seppia, il primo fiume, la barca, la lenza, i giornalini di Tiramolla, mia sorella nera di abbronzatura.
La scuola delle suore, le recite per la festa della mamma, le preghiere e i fioretti, il giardino, l'odore di caffè della vicina Saicaf, stare di guardia alla finestra per dire "è arrivata la mamma di ...", il gamellino d'acciaio, la maestra Patrizia.
I giochi in deposito con Carmela e Pia.
La mia amica delle medie Margherita che in realtà era amica soltanto di Teresa e ha risposto al mio invito su Facebook senza accettare la mia richiesta, continuando a snobbarmi ancora dopo tanti anni. Chissà poi perché. Per me lei era fantastica.
La gita di terza media con la classe dei maschi e sentire il viso diventare rosso alla prima parola scambiata.
Non trovare la classe il primo giorno di liceo ma essere in buona compagnia sulle scale con un altro alunno imbranato e incerto, quello che diventerà il mio migliore amico per i primi tre anni: Andrea.
I primi amori, il primo bacio (brutto), il primo grande amore e il primo bacio stupendo, l'esame di maturità e le coppe di gelato e macedonia con i bigliettini d'incoraggiamento di mia madre durante i giorni di preparazione.
L'università scelta più per amore di un ragazzo che di una professione, il colpo di fulmine per il professore di geometria e per la sua materia, anni e anni di angoscia, studio, lezioni, risate, alti e bassi.
I bambini della scuola popolare e il vangelo ritrovato.
Un nuovo fidanzato, l'ultimo, ed essere così incompatibili e così indivisibili.
Brindisi e il lavoro di lui, giocare a fare la moglie.
Essere stufa di giocare e pensare di cambiare strada. Poi commuoversi di fronte alla richiesta di fare sul serio.
Il lavoro, l'azienda e le persone che porterò sempre nel cuore, diventare ogni giorno più professionale e competente, le nascite, i matrimoni, sentirsi quasi in famiglia e poi dover dire un giorno che si va via per seguire la famiglia quella vera.
I trulli e la luna della mia festa di matrimonio.
La Toscana e l'Elba del viaggio di nozze, ricche di colori ed emozioni.
La pancia che cresce da subito, metterci su un lettore di cd con Chopin (sarà per quello che Federico ha un carattere difficile?), leggere tutti i libri possibili e poi vivere l'unica esperienza non raccontata rischiando di morire, due occhi interrogativi e profondi di un neonato che ti fissano.
Mio marito che va via, un'altra città, un'altra vita, mentre io la vita ce l'ho dentro per la seconda volta e non so che fare.
Anni difficili, momenti bui, la nebbia questa sconosciuta, la solitudine e la tristezza, la serie di dispetti reciproci, un nuovo lavoro, ricominciare e poi ricominciare ancora in un'altra città.
Che bella questa città! E le mie amiche.
Ritrovarsi, un pezzettino al giorno. Provare ad imparare insieme.
Il fresco della sera dopo l'afa del giorno. Assaporarlo tutto sul divanetto bianco nel cortile del valdirose. I proprietari che ti cantano "tanti auguri" con una piccola tortina a forma di cuore tra le mani, preparata appositamente per la colazione. I dettagli e le piccole attenzioni: bastano queste cose a rendere la vita bella.
Una torta improvvisata di biscotti di cioccolato e frutta perchè "mamma, oggi è il tuo compleanno ed è un compleanno importante e dobbiamo festeggiare ancora", Federico che ruba un biscotto prima che io riesca a soffiare sulla candelina, gustare il sapore di casa

Sono pronta ad affrontare il futuro che verrà.

domenica 21 agosto 2011

AUGURI




Se non puoi essere un pino sul monte,
sii una saggina nella valle,
ma sii la migliore piccola saggina
sulla sponda del ruscello.
Se non puoi essere un albero,
sii un cespuglio.
Se non puoi essere una via maestra
sii un sentiero.
Se non puoi essere il sole,
sii una stella.
Sii sempre il meglio
di ciò che sei.
Cerca di scoprire il disegno
che sei chiamato ad essere,
poi mettiti a realizzarlo nella vita.

(M.L. King)

AUGURI PER I MIEI 40!

giovedì 18 agosto 2011

PUNTO DI VISTA



Mettiamola così: sarei veramente contenta di poter contribuire a risollevare le sorti di questa patria.
Dico sul serio. La cosiddetta tassa di solidarietà mi sembra ad oggi la sola proposta quasi equa e, se la sua introduzione salverà le pensioni, mi ritengo soddisfatta.
Peccato però che la tassa in questione sia appunto quasi equa.
Di fatto ad essa contribuiranno soltanto i lavoratori dipendenti, come sempre del resto.
Gli autonomi nel migliore dei casi aumenteranno le loro parcelle, nel peggiore evaderanno il fisco.
Come famiglia contribuiamo già con il cinquanta per cento del nostro reddito a tamponare gli sprechi, i disavanzi da furbizia italiota, le tasse non pagate dagli altri, gli stipendi esagerati degli inutili e ridondanti parlamentari e ciò di cui si deve far carico lo stato per sostenere enti creati appositamente per questioni di scambio di favori.
Ho dimenticato di sicuro qualcosa.
Non esagero tuttavia. L'incidenza reale e non quella teorica della tassazione sul reddito della mia famiglia è proprio pari a quella percentuale.
Ma va bene anche il 60%, capirai, lo ripeto piuttosto che toccare pensioni e ticket ... a proposito ma Bossi per una volta l'ha sparata giusta, aumentassero il costo delle sigarette! Chi vuol morire, paghi per farlo!
Vorrei capire però perché nessuna patrimoniale. I veri ricchi, quelli proprio ricchi ricchi, i proprietari di case, conti correnti all'estero, imbarcazioni e jet privati, perché non devono essere solidali anche loro? 
Non mi è chiara poi la questione province: perché soltanto alcune devono essere eliminate?
Le province non servono! In un'ottica europea non servirebbero neanche le regioni ... ma noi abbiamo l'euro e non abbiamo l'Europa, anzi ci arrabattiamo ancora in puerili liti tra terroni e polentoni.
Siamo tutti attaccati al nostro orticello. 
Il Presidente della Crusca che piagnucola con il Presidente della Repubblica ... ma per favore che vergogna!
Volete mantenere in vita la vostra accademia di studi sulla lingua? Bene, fatelo, trovatevi qualche sponsor e continuate a farlo. Ma non con i miei soldi per favore. 
Allo stesso modo vorrei che i miei soldi non andassero all'istituto delle case popolari, tanto si sa bene come funziona quell'ente lì e come vengono assegnati gli appartamenti e come vengono gestiti gli appalti.
E nemmeno alle varie pro loco. Il turismo vero non lo creano questi enti, ma gli operatori seri del settore. E tutto sommato un po' di fuochi d'artificio e luminarie in meno per le nostre pur bellissime ma attualmente sconvenienti feste patronali del sud, non guasterebbero.
Piuttosto date i miei soldi alla scuola, pubblica o privata che sia, purché sia Scuola con la S maiuscola.
L'italiano impariamolo lì, altro che Accademia, perché la nostra sola speranza non è in quella percentuale di tasse, non è in una manovra tappabuchi che cerca solo di non scontentare chi può creare problemi e di non toccare gli intoccabili, è nella crescita culturale e morale di ognuno di noi.

martedì 16 agosto 2011

TRADUZIONI

Negli ultimi giorni trascorsi a casa di mia madre, avendo passato numerose ore a riposo e in preda all'ansia, oltre che agli effetti eccitanti del cortisone, il mio principale svago è stato quello di girovagare per blog.
In particolare mi sono concentrata su quelli creativi.
Ho scoperto, cosa che immaginavo benissimo, che ci sono centinaia di bloggers di tutto il mondo che si dedicano alla mia stessa passione: le perle.
Le più brave secondo me sono le tedesche, insieme alle americane of course, responsabili  di aver inventato l'arte della bigiotteria. 
Ho visto di quei gioielli, soprattutto in tecnica peyote della quale sono particolarmente appassionata che, ragazzi, non sfigurerebbero in una vetrina Cartier vi assicuro.
Il problema principale per me è stato comprendere quello che le creative scrivevano nei loro post, soprattutto se le lingue utilizzate non erano inglese o francese.
Ho commesso così l'imprudenza di utilizzare il traduttore di Google.
E guardate qui cosa è venuto fuori, ungherese/italiano:

Gioielleria Pearl creo me stesso e gli altri a vedere.
Modello corsetto non è solo il tuo agymenéseimet proprio. 
Mi piace immergere una tecnica, kivesézni, poi gettare un periodo di tempo. 
Il fatto che taníthatom anche un grande piacere per me! 
Tutti manzo cose reali e sertésbôrbôl fatto.Varrottak mano. 
Se avete bôrtárgyra hai bisogno, non esitate! Borse, laptoptok, casi mobili, portafogli, o ciò che manca sei tu. Tutti gli animali del mondo Legszíveseben bôreimre cucire, ma nôcis, campioni pulcino può pianificazione! Viva l'ameba!

Una borsa con l'ameba? No eh!

venerdì 12 agosto 2011

TORNATA

Non ci avrei scommesso un euro: sono contenta di essere tornata a casa, anche se ora casa è lontana dalla Puglia.
Da ieri ho cominciato a stare un po' meglio, forse perché ho interrotto volontariamente l'ultimo antibiotico.
Mio marito si era informato preventivamente e stamattina mi ha portato in un centro pneumologico a Milano.
La visita è durata cinque minuti, forse quattro. La paziente che aspettava dopo di me, quando mi ha vista uscire, ha esclamato con tono preoccupato: "Sono veloci però!"
Ho cercato di rassicurarla dicendole che evidentemente nel mio caso erano più che sufficienti cinque minuti.
In sostanza il medico mi ha fatto un riassunto:
- ho avuto una broncopolmonite non grave
- l'antibiotico prescrittomi dalla guardia medica non ha mai guarito nessuno neanche dal raffreddore
- gli antibiotici prescritti dal medico amico di mio fratello avrebbero guarito anche un trapiantato di cuore, ma nel mio caso erano decisamente eccessivi
- la seconda radiografia era l'unica con diagnosi esatta di guarigione
- tutto quello che è successo da allora in poi sono stati strascichi più o meno normali, nel mio caso aggravati dallo stato di debilitazione fisica e mentale e dal successivo accanimento terapeutico del tutto inutile
La cura attualmente ordinata è riposo e obbligo di non misurare la febbre e non prendere medicinali!
Bene, direte voi, ora ti puoi rilassare!
Lo stavo facendo quando è squillato il telefono.
"Buonasera signora, parla la polizia municipale, vi stiamo cercando da un mese. La vostra macchina è stata seriamente danneggiata, vi aspettiamo sul posto per verificare insieme."
Su ditelo, tirate fuori il nome di chi ce l'ha con me!

mercoledì 10 agosto 2011

CUCCIOLO MOSTRO

Mi sarà venuta ormai l'avversione ai medicinali.
In verità l'ho sempre avuta. Evito in generale di assumerne, salvo nei casi veramente indispensabili.
Fatto sta che questo quinto antibiotico mi fa alzare bruscamente la pressione (intendiamoci al valore normale delle persone normali ma lontano dal mio standard) e mi dà la sensazione di mancanza di respiro e nodo in gola.
Così ieri sera erano tutti un po' preoccupati per questa reazione, che si è ripetuta anche stamattina.
Mio figlio, il cucciolo mostro, ha continuato a salire al piano di sopra della casa dove abita mia madre e dove c'è il mio letto, per verificare che fosse tutto a posto.
Alle undici mi ha trovata in preda ad un attacco di tosse e per tranquillizzarlo gli ho detto che forse era meglio se restava con me.
Gli ho proposto di leggere uno dei tre benedetti libri per le vacanze, mentre io girovagavo tra blog con l'intenzione di distrarmi e farmi passare la brutta sensazione. Che poi una volta credo di averlo scritto da qualche parte: che la mia peggior paura è di morire soffocata. 
Stranamente ha accettato e ha quasi terminato il libro, fermo a venti pagine dalla fine da tempo immemorabile.
Poi è rimasto a dormire nella stanza accanto.
Il fatto di averlo vicino ha aiutato anche me, mi sono sentita in breve meglio.
Piccolo cucciolo mostro. Vedi di fare il bravo anche quando mamma starà meglio! Tu e tua sorella siete la mia  più grande forza e ragione di felicità.

lunedì 8 agosto 2011

VENT'ANNI DOPO


Non ricordo più il tuo nome.
Ma non dimentico il tuo sorriso aperto e grato.
Eri anche tu lì su quella nave, la Vlora, come un punto invisibile in quell'ammasso indecente di carne umana.
Un giovane ingegnere fuggito insieme a donne gravide, bambini, delinquenti e padri di famiglia dalla tua amata ma invivibile terra: l'Albania.
Fosti ospitato dalla famiglia del mio fidanzato di allora e, per riconoscenza, ti desti subito da fare aiutando nel lavoro all'edicola che gestivano al quartiere Japigia.
Quanti ragazzi sono stati aiutati come te allora. Chissà quanti ricordi.
La città si strinse compatta attorno al suo sindaco Dalfino, tra i primi ad accorrere al porto per rendersi conto della drammatica situazione ed attivare gli aiuti.
La scelta iniziale di trasformare il decadente stadio della Vittoria in un improvvisato campo profughi non fu certo delle migliori. Ma non c'erano altre soluzioni immediate.
Di fatto i primi interventi si basarono sulla solidarietà di tutta la popolazione di Bari.
Raccogliemmo vestiario e viveri. Diffondevamo la voce e cercavamo tutti di fare il possibile.
Tra gli altri c’era anche l'indimenticabile vescovo di Molfetta, don Tonino Bello, che con la sua cinquecento faceva la spola per portare abiti,  vettovaglie e conforto alla bolgia infernale di disperati, stremati dal viaggio, dal caldo, dalla sete.
La catena di solidarietà non si interruppe per mesi dopo lo sbarco e nessuno si sentì di far proprie le aspre critiche giunte dal Presidente della Repubblica Cossiga al capo della città, definito poco felicemente cretino.
Poi venne il tempo del brutto risveglio, quando alcuni albanesi si legarono ai clan della malavita locale ed è storia ancora oggi irrisolta quella di un'immigrazione che possa essere gestita nella maniera più efficace possibile, senza rischi di guerre tra poveri e di infiltrazioni mafiose.
Ma oggi è il giorno del ricordo e a me viene ancora da cantare: "Accoglienza, prima dei ma e dei senza."
Perchè la si può pensare come si vuole, ma davanti all'immagine di un essere umano disposto ad attraversare il mare (o il deserto e il mare) in quel modo, lasciando tutto dietro di sè, non si può restare almeno un attimo in silenzio a colloquio con la propria anima.

venerdì 5 agosto 2011

VOGLIO TORNARE A CASA!!!

La buona notizia è che finalmente ho incontrato un radiologo competente ed un internista simpatico che mi hanno spiegato cosa è successo prima e a che punto sono ora.
Bronchite a sinistra, polmonite a destra. Uhm ... pare la situazione politica italiana.
La prima risolta, la seconda ancora leggermente evidente come da normale evoluzione della malattia.
Tralascio la polemica sul fatto che la radiografia l'ho chiesta io, visto che sull'auscultazione sembravano piuttosto interdetti, che gli esami del sangue sono pronti a metà, che pare impossibile che in un corridoio adibito a sala d'attesa per pazienti di pneumologia ci siano ben due ventilatori piuttosto potenti che raffreddano incessantemente l'aria a tutto vantaggio di medici e infermieri senza tener conto delle patologie dei poveri pazienti "pazienti".
Evito anche di pensare al signore, frequente ospite del reparto a quanto ho capito, che mi ha intrattenuta per mezz'ora sui suoi pregi e le sue malattie e mi ha salutata con un poco incoraggiante: "Auguri per la sua pelle! E' anche più importante della salute." 
Sarà che sono un pochino depressa, ma non l'ho inteso come un buon auspicio.
Mi soffermo invece sull'evidenza che ancora non sono stata, sigh, rilasciata.
Continuo la cura a base di antibiotico e cortisone e tornerò in ospedale martedì per l'ennesimo controllo.
Non posso partire insomma!
A casa c'è mio marito che, contrariamente a quanto affermato dall'internista conosciuto oggi, non è affatto contento di starsene solo soletto.
So che cercherà di fare del suo meglio ma sto già pensando a quanti strati di bucato da stirare mi attenderanno al ritorno, senza contare tutto quello che toglierò dalle valigie dopo queste cosiddette "vacanze".
Voglio tornare nelle "mie stanze", riporre le perline al loro posto, tutte belle in ordine.
Pensare anzi a come attrezzare un angolo della camera ospiti per realizzare un mini laboratorio tutto per me e la mia passione. Scattare le foto dei lavori che tra una febbre e un colpo di tosse sono riuscita ugualmente a produrre e postarle finalmente sull'altro blog.
Voglio tornare in tempo utile per permettere a Federico di ritrovare una routine tranquilla che gli consenta di fare ciò che gli riesce dei compiti delle vacanze. Giacciono ancora lì ... appena accennati.
Non vedo l'ora di andare a comprare zaino e quaderni per la piccola grande Arianna che comincerà la prima elementare!
E anche un paio di scarpe che vadano bene con gli acquisti numerosi che ho fatto nel mio negozio pugliese preferito, complici i saldi e soprattutto il cattivo umore.
Sogno il mio compleanno al B&B di Irene che sembra un posto davvero magico; ho prenotato già da un po', non posso mancare!