mercoledì 25 gennaio 2012

MANCA LA TERRA SOTTO I PIEDI

E' una sensazione orrenda.
Ci metti sempre quei due, tre secondi, forse più, per renderti conto di cosa stia succedendo.
Io, ad esempio, per un attimo ho pensato fosse il treno che passa vicino casa.
Ma nessun treno transitava in quel momento e quando mi sono sentita spingere all'indietro, ho realizzato e sono uscita nell'androne delle scale.
Sono rimasta lì a guardare a vista il lampadario del soggiorno, immobile.
L'orologio a forma di fiore che sta in cima ad un sottile bastoncino di metallo, tremava ancora.
Ho deciso di rientrare in casa ma mi sono infilata le scarpe per precauzione e ho lasciato cappotto e telefono vicino alla porta di ingresso.
Sto in ansia per i bambini. Forse non se ne saranno neanche accorti, magari invece avranno avuto paura.
Come me nel 1980, quando passammo la notte fuori.
Eravamo accanto alla macchina da cucire di mamma e lei lavorava a dei sacchetti colorati che avrebbe appeso all'albero di Natale.
Non capivo perchè continuava a dirmi di smettere di spingere la macchina, visto che io ero immobile e intenta ad osservarla.
Sentimmo mio padre dalla cucina che con voce alta e leggermente preoccupata diceva: "Anna prendi i bambini e andiamo. C'è il terremoto."
Solo allora ci accorgemmo della forte ondulazione dei lampadari.
Passammo la notte fuori, ricoverati in un piccolo gabbiotto che fungeva da portineria per il deposito locomotive.
Ogni piccola scossa di assestamento nei giorni successivi ci incuteva paura.
Dormivamo con le scarpe vicino al letto e i cappotti a portata di mano.
Guardavamo i telegiornali che parlavano di morti, macerie, mostravano immagini di nonne in lacrime e vigili del fuoco o gente comune che scavava.
Qualcuno fu trovato ancora vivo diversi giorni dopo quel 23 novembre e noi bambini seguivamo quelle notizie con paura e attenzione.
Mi auguro sia finita qui e che non ci sia da rivivere certi ricordi.

8 commenti:

  1. Ho sentito adesso la notizia.. chissà che paura... M

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    1. Mai come quelli che avete vissuto dalle vostre parti nel 1980 ...

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  3. io mi sento in colpa....mia figlia è a bologna e ha sentito il terremoto, ma non mi sono preoccupata più di tanto, forse perchè non è lì l'epicentro....speriamo bene...

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    1. Dagli amici di Bologna non ho sentito notizie. Evidentemente lì non si è sentito particolarmente ... speriamo bene!

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  4. Speriamo che se ne stia tranquillo. Qui è da un pezzo che non si sente.

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    1. Per fortuna! Voi avete già dato fin troppo.

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