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lunedì 9 gennaio 2012

MONOPOLI


L'avevano ricevuto in dono i mostri non ricordo quanto tempo fa.
Ci giocavano, non senza diletto, quasi fosse una tavola dell'oca.
Realizzato che non ne conoscevano le regole, non sapevano a cosa servissero le case verdi e gli alberghi rossi, cosa fosse un'asta e tanto meno un'ipoteca, non ho potuto resistere.
Ieri si è svolta la prima partita familiare di Monopoli.
E' durata due ore e si è conclusa alla prima bancarotta per incontenibile crisi isterica del giocatore che non tollera di poter perdere.
Mi è sempre piaciuto molto il Monopoli.
Eravamo in cinque, quattro femmine di età compresa tra sei e dodici anni e un maschio di nove. Il tavolo, sempre lo stesso. Le partite, lunghissime.
Ricordavo ancora abbastanza bene tutte le regole.
Certo son cambiati i segnalini e non c'è più il mio amato funghetto, scambiato tristemente con un metallico ditale. D'altronde il ditale ormai mi si addice.
Sono cambiati i prezzi dei terreni e delle case così il gioco si è mantenuto decisamente al passo con i tempi!
Da adulti non è più solo un passatempo, il Monopoli è la metafora della vita.
Ci sono gli imprevisti a cui far fronte e le possibilità di essere felice per un po'.
Si passa sempre dal via prima o poi e tocca ricominciare da zero, spesso senza neanche il contentino dei duecento "euro" (come si chiameranno i soldi del gioco?) perchè si capita subito sulla casella della tassa patrimoniale.
Non si può mai star tranquilli: basta trovarsi al posto sbagliato nel momento sbagliato ed è finita, sei fuori gioco.
Bisogna saper fare affari, contrattare, convincere, blandire l'avversario affinchè ti ceda corso Raffaello di modo che tu possa fare tris e risollevare il tuo patrimonio e il tuo umore.
In questo non sono brava, nè nel gioco, nè nella vita. 
Io e la diplomazia siamo due poli opposti che neanche si attraggono.
Il viale dei Giardini e il Parco della Vittoria restano spesso un sogno irrealizzabile, ma in fondo che importa? Anche la casetta ai Bastioni Gran Sasso è una soddisfazione.
Si finisce in prigione, senza un perchè. Come quando vorresti volare ma non hai ali, stai per sorridere ma una parola sbagliata ti impedisce di farlo.
Non ho vinto, non ho perso. Le mie tre stazioni (oh amati treni!) mi hanno consentito di sopravvivere dignitosamente, di pagare la cauzione le quattro volte che sono finita in prigione, di non avere debiti con nessuno.
Sarebbe bello se la vita reale andasse allo stesso modo e finora sono stata molto fortunata.
Ma una cosa è certa: se dovessi perdere, non smetterei di sognare.

martedì 8 novembre 2011

RESPIRARE


Sembra così facile.
Respirare dico. E' qualcosa di naturale, di spontaneo.
Da quel primo momento in cui l'ostetrica di turno ci percuote con un colpetto per svuotare i polmoni di liquido residuo, parte la nostra vita, il nostro respiro.
E invece no, non è così scontato.
L'ho imparato a yoga. Ci sono tanti modi per respirare e tanto dice di noi il nostro respiro.
A volte è meglio fermarsi a pensare a quel soffio vitale e costringerlo per vie che non sono le solite.
Si scopre sempre qualcosa di nuovo a percorrere strade ignote e la scoperta può non piacerci tanto all'inizio, come non ci piace la prima ruga che vediamo specchiandoci, il primo capello bianco.
Poi, a guardare meglio, si scopre che quella novità ha un'altra faccia, positiva.
La ruga, il bianco, dicono della nostra vita, di quello che abbiamo imparato, di quello che abbiamo sofferto o per cui abbiamo troppo gioito.
Respiri diversi in questi giorni di assenza dal blog.
Respiri sereni in una città che amo da anni, da quando quindicenne ci andavo da sola in treno per raggiungere mia sorella.
Ho rivisto luoghi noti e amati, Colosseo, Piazza di Spagna, Fori e tanto altro.
Ho camminato sulla storia, ho camminato tra la gente, ho camminato con amici e mi sono sentita fortunata per essere tornata ancora qui. Nonostante non ci sia più nessuno che possa accogliermi nella sua casa, prepararmi  piatti mai assaggiati prima, farmi conoscere lo stravagante mondo del cinema e farmi sentire amata.
Respiri trattenuti nell'attesa di sapere se il mercatino per il quale ho lavorato tanto in questo mese si sarebbe svolto oppure no. 
La festa d'autunno è andata avanti senza di me. Non avevo l'attrezzatura idonea per esporre sotto la pioggia di questi giorni.
Respiri misti a singhiozzi e sensi di colpa inutili. Ma tanto lo sapevo già da tempo come sarebbero finiti i test sui disturbi di apprendimento di mio figlio. 
Quello che non sapevo è che ora si può ricominciare a respirare insieme, allo stesso ritmo come quando lui era ancora dentro di me.

lunedì 5 settembre 2011

BACK TO SALZANO CITY

Settembre 2007 Venezia

E' bello avere la consapevolezza che qualcuno ti vuole davvero bene.
Due giorni a Salzano, due pranzi, una cena, una colazione offerti con il cuore.
Ritrovare volti amici e sorridenti, nonostante qualcuno abbia i suoi bei problemi da affrontare.
Riepilogare il tempo passato.
Promettersi di incontrarsi a Roma ad ottobre.
La maestra dell'asilo che ti invita a colazione, felice di riabbracciare i "suoi" bambini. La bidella che ti racconta aneddoti che non conoscevi.
Sapere che si può contare su tutte queste persone anche quando, quasi in partenza, si decide di passare due ore e mezza al pronto soccorso per capire cosa fare per la manina del mostro grande che continua a gonfiarsi dopo una puntura di vespa.
Grazie amici, siamo stati benissimo e speriamo di rivederci presto!

sabato 30 luglio 2011

BILANCIO DELLE VACANZE AL MARE

Ricapitoliamo.
I bambini hanno passato 45 giorni a Chiatona, di cui almeno la metà in spiaggia per circa due ore al giorno.
A volte è capitato di raddoppiare la dose a quattro ore al giorno, considerando quelle del pomeriggio.
F. è stato in casa per oltre una settimana causa tosse.
A. ha saltato diverse giornate per via del maltempo, ma lei non ama molto il mare e non le è dispiaciuto affatto.
Sono andati insieme in pineta una sola volta con il padre.
F. ci è andato due volte, di cui una dedicata ad una sessione di corsa. Quanto sono felice per questo! Che padre e figlio condividano finalmente qualcosa che sia soltanto loro.
Io la pineta non l'ho vista se non da lontano e, cosa più sgradevole, non ho potuto godere del canto delle cicale che trovo più rilassante di un massaggio thai.
In compenso ci sono state occasioni per poter passeggiare a lungo sulla spiaggia. Cosa che io amo moltissimo.
Abbiamo pescato una seppia con le mani perché doveva essere caduta da una rete. Abbiamo anche "ammirato" (i bambini erano davvero entusiasti) un pesce spiaggiato lungo circa ottanta centimetri e dal peso stimato di quasi quattro chili. Un cefalo? Io dico di si, mio marito sostiene di no.
Non abbiamo raccolto né granchi, né telline perché il mare quest'anno si è mostrato davvero poco generoso: poche telline, nessun granchio, non si è vista una sogliola, nessuna notizia di punture di tracina, nessun avvistamento di meduse, rare alghe, paguri scomparsi, stelle marine inesistenti. Inquinamento? Acqua troppo fredda? Troppe mareggiate? Non lo so, ma non è stato piacevole.
Ho passato una decina scarsa di giorni in costume, il resto divisa tra letto, tavolino del patio, e di nuovo spiaggia in versione inverno; canottiera e maglietta sono servite a non far tornare neanche i pochi decimi di febbre che mi hanno tormentato fino a qualche giorno fa.
Il medico specialista consultato oggi dice che non sto bene e che bisogna approfondire.
A., dal canto suo, è partita da Lodi dopo due giorni di febbre ed è tornata a Bari con la febbre. Mai successo in estate!
Ho incontrato mio fratello diverse volte e tutte le volte ho dovuto chiedergli di portare ed utilizzare il suo fonendoscopio. Avrei preferito incontrarlo in situazioni diverse!
La sua compagna è ... indefinibile al momento. Con l'età s'impara a non sbilanciarsi, anche se un'idea ce l'ho.
Ho gradito moltissimo la visita di Tamara, quella di Grazia e quella di Antonella con i suoi tre piccoli adorabili etiopi. Grazie! 
Ho lottato molto con F. per via dei compiti delle vacanze; alla fine mi sono arresa. Piuttosto tornasse a scuola senza aver finito e cominciasse a capire che nella vita ognuno è responsabile quanto meno di sé stesso.
Sono stata felice che mio marito godesse di ben tre settimane di ferie, senza ammalarsi! 
Mi spiace che oggi sia partito e non so ancora quando lo rivedrò.
Luglio è passato, e come ha detto un vecchio amico di famiglia, è sembrato più un dopo ferragosto.
Strana, stranissima estate. 
Quest'anno aspetto volentieri l'autunno.

venerdì 22 luglio 2011

LA PESCA

Balzavo in piedi in un attimo, nonostante l'ora poco invitante dell'alba.
Facevo colazione e mi preparavo in un attimo, conscia della fortuna che mi era capitata.
Di solito ci andava mio fratello a pesca, le femmine erano più un impiccio.
Indossavo il costume, un giubbino e le ciabatte da mare.
Queste ultime le toglievo appena raggiunta la spiaggia per godermi quella sensazione unica che ti dà la sabbia fredda e grigia del mattino.
Aiutavo a spingere il carrello della barca sulla passerella di cemento. Sulla spiaggia, dove era più faticoso, continuavano i maschi.
La barca scivolava dal carrello in acqua, il motore era tenuto su fino ad una profondità adeguata all'avvio.
Il calore dell'acqua contrastava con il fresco della sabbia. Saltavo su in barca.
Mio padre in piedi, con il suo solito costume di lana nero e la maglia intima di lana chiara, che non si consumavano mai negli anni, remava fino a portare la barca al largo.
Abbassava il motore finchè l'elica entrava nell'acqua. Tirava per due, tre, a volte sei o sette volte la manovella che consentiva di avviare il tre cavalli.
Fissavo la schiuma che si formava attorno all'elica e mi godevo il sole che cominciava a riscaldare la pelle, fino a quando il giubbino diventava insopportabile.
Ci fermavamo in un mare blu nero, dove riuscivi a vedere la lenza per qualche decina di centimetri. Spariva nelle profondità dove cercavo di immaginare fondali luminosi e popolati di creature benevole ma lo sforzo di immaginazione non toglieva il brivido di paura che il non poter vedere il fondo provoca.
Gettavamo l'ancora, un sasso legato ad una corda. Mio padre contava a braccia i metri di fune che scendevano per stabilire la profondità e decidere se era davvero quello il posto più adatto alla pesca.
A volte ci spostavamo, coordinate piuttosto improbabili, dritti di fronte alla casa dei Percoco guardando la spiaggia e verso il terzo camino dell'Ilva, guardando Taranto.
Papà mi metteva l'esca e mi diceva di quante braccia dovevo calare la lenza per prendere i miei pesci preferiti: saraghi e vope, qualche donzella colorata. A mezz'acqua. 
Lui diceva che ero bravissima perchè nervosa, al primo sussultare della lenza scattavo come una molla e il pesce restava impigliato nell'amo. 
Era bellissimo tirare su la lenza e sentire quel corpo vivo che tentava invano di liberarsi. Sembra crudele, lo so, ma per me bambina era un'emozione unica.
Papà ci raccontava aneddoti di pesca e proverbi sui venti; alle dieci tutti a casa, tra le onde che cominciavano a infrangersi lunghe sulla spiaggia.
Ci attorniavano grandi e bambini, curiosi del contenuto dei nostri secchi.
L'acqua era fredda, in contrasto con il sole preso sulla barca.
Ci tuffavamo e restavamo a giocare tra gli spruzzi.
Cosa darei per ritrovare quella bambina felice ...

martedì 19 luglio 2011

UFFA

Non ho più febbre, tossisco come un cane con il cimurro, mi sento come se mi fosse passato sopra un tir e ho qualche livido di troppo che mi impedisce di stare comodamente seduta.
Domani, chi se ne frega, vado al mare!

venerdì 15 luglio 2011

AL MARE COME ME


Al mare, come me, riempi le lenzuola di sabbia e non si capisce come fai.
Al mare, come me, dimentichi di avere il costume umido e lasci il segno sul tuo letto.
Al mare, come me, ti diverti da matti ad andare incontro alle onde. Io dicevo "Che bello!", tu urli "Che sballo!".
Al mare, come me, dopo un po' che sei in acqua cominci a tremare come una foglia e ti tocca uscire anche se non vorresti.
Al mare, come me, hai paura dei coleotteri neri che camminano sulla sabbia. Quando avevo due anni, ho tenuto mia mamma in casa per quasi un mese per via degli insetti. Tu invece ti limiti a scansarli e ad indicarli con il dito.
Al mare, come me, non conosci l'uso delle scarpe. Ti dico un segreto: quando non ci sei, cammino scalza sul marciapiede e per strada. Nulla ti dà un maggiore senso di libertà. Ma tu non farlo, può essere pericoloso!
Al mare, molto più di me, sei bellissima!

mercoledì 13 luglio 2011

RECORD

Quest'anno riuscirò a battere il record di 38 giorni al mare, un solo bagno e, se tutto va bene, una decina di giorni in spiaggia, compresi quelli già trascorsi.
Me l'avevano detto che a quarant'anni comincia il declino ...

domenica 10 luglio 2011

PST: Per Soli Temerari

Sabato 9 luglio, ore 07:30 circa.
Mi alzo con la testa che gira come una giostra.
Raggiungo a fatica il bagno e metto le mani sotto il getto corrente di acqua fredda, nella speranza di attutire il fastidioso formicolio alle mani che mi ha tormentato per buona parte della notte.
Sento che sto per svenire. Torno a letto.
Misuro la febbre, ancora 39,1.
Mia mamma dice che alle otto aprirà il PST, presidio sanitario turistico, un po' di pazienza.
Alle otto in punto siamo lì.
C'è un soccorritore dall'aria spaesata che sta pulendo i locali.
"Buongiorno, è arrivato il dottore?"
"No signora, il dottore arriva alle 10:00. Oggi è sabato."
Guardo il cartello sulla porta d'ingresso. Oggi è sabato e il dottore arriva alle dieci e va via alle 19:30 e così domani domenica, mentre dal lunedì al venerdì il dottore c'è dalle 10:30 alle 16:30.
Se venite a fare il bagno da queste parti, per favore evitate di annegare nelle ore non coperte dalla guardia medica!
"Che problema hai signora?"
"Ho la febbre da due giorni."
"Si, ma poi ha altri problemi.", si affretta ad aggiungere mia madre.
"Cosa c'è signora? Hai il ciclo?"
"No, no, non è quello, mi formicolano le mani e ho un dolore tra le costole a destra."
"E che ti devo dire? Se puoi aspettare fino alle dieci ... altrimenti vai alla farmacia e fatti dare qualcosa per la febbre."
E intanto magari muoio d'infarto!

Ore 10:00.
"E' arrivato il dottore?"
"Non ancora, aspettate qui."
Ore 10:30
"Ecco vedi, ha ragione Brunetta, qui ci vorrebbe Brunetta ora!"
"Si mamma, va bene, ma ora stai calma, non cominciare con le solite sceneggiate."
Ore 10:35
"Buongiorno signora, cosa è successo?
Descrivo i sintomi al dottore che ad occhio giudico debba essersi laureato poco prima dell'estate.
Sempre meglio della dottoressa che c'era lo scorso anno, penso. Si vociferava che fosse dottoressa si, ma in biologia!
"Va bene non si preoccupi. Sentiamo il polso. Il polso è buono. Sentiamo i bronchi. Non si sente niente di particolare. Ora facciamo un elettrocardiogramma, visto che abbiamo la possibilità. Vincenzo, Maria venite a preparare la signora per un ecg."
Arrivano il soccorritore della mattina ed una collega, un donnone con gli occhiali spessi un dito e i capelli biondo platino.
"Venga signora, si stenda che ora facciamo l'ecg e poi mandiamo i dati a Bari, addirittura! Vincè, vattin, lo vuoi capire o no che non devi stare qui? Me la vedo io con la signora!"

Se non mi sentissi male, questa sarebbe la giornata più divertente degli ultimi venti giorni.

Il dottore intanto si offre di misurarmi la pressione.
"Dov'è lo sfigmomanometro?" 
"Non lo vedo dottore. Ah ecco è lì nella vetrina! Ti eri spaventato eh dottò?"
"Ci vuole ben altro per spaventarmi! Avrei preso il mio dalla macchina."
Povero dottorino neolaureato ...
Squilla il telefono e la pressione me la misura Maria.
"Allora Maria quanto ha la signora di pressione?"
"100/60 dottò."
"No, non è possibile!"
"E' possibile dottore, non si preoccupi. Ho la pressione bassa e ho preso la tachipirina."
Collegano l'apparecchio dell'ecg alla linea telefonica, ma chiamano da Bari e dicono che la trasmissione non è corretta.
"Marì ma che hai combinato?"
"E che ne so? Eppure si sentiva bene il suono quando l'ho fatto! Ah guarda non ho collegato un coso qui ..."
Coso, sarebbe un elettrodo.
Per la cronaca l'ecg l'hanno ripetuto tre volte.
Alla fine Vincenzo non ha resistito alla tentazione di guardare un seno nudo da più vicino, fino a quel momento aveva tentato di spiare da dietro la tendina, e con la scusa che Maria non era capace è venuto ad aiutarla.
"Non si preoccupi signora, non la ammazziamo!"
"Non mi preoccupo Vincenzo, non mi preoccupo ..."
"Signora, può stare tranquilla, lei ha solo preso un colpo di freddo. Il dolore è dovuto a quello e il formicolio dipenderà dalla cervicale. In ogni caso le prescrivo un antibiotico. Mi raccomando si riposi. Dove abita?"
Bravo il dottore! A scanso di equivoci, un antibiotico per la bronchite che credo di avere mi sembra la scelta più adeguata :-)
"Lodi", dico mentre porgo il tesserino sanitario.
"Lodi provincia di Lodi? Ma è andata a mare?"
"Si prima che mi venisse la febbre ho fatto il bagno."
"E si vede che lei non è abituata al mare!"

E si vede, mannaggia! Più che l'età, probabile causa del mio improvviso cedimento, mi preoccupa la lombardizzazione! 

venerdì 8 luglio 2011

SECONDA SETTIMANA

Il sole è arrivato, era ora.
L'azzurro sfavillante del cielo è poesia per gli occhi.
L'acqua del mare comincia leggermente a scaldarsi, sempre nei limiti della temperatura ionica.
Ho fatto il primo bagno ... e ora ho la febbre.
Ho capito che quest'anno va così.
Domani arriverà mio marito, trasportato da due treni, un aereo, un autobus e un taxi.
Chi glielo spiega che in questo specifico caso l'aereo non è il mezzo di trasporto migliore?
La testardaggine è difetto di famiglia a quanto pare.
L'ossimoro "compiti delle vacanze" ci tormenta. Tre frasi in due giorni ...
E al ritmo di due pagine al giorno, finiremo di leggere i libri assegnati dalla maestra per Natale circa.
Io non ho mai amato particolarmente studiare, ma ho sempre fatto il mio dovere al massimo delle mie possibilità.
Sono molto arrabbiata per questa mancanza di voglia di impegnarsi e non trovo più parole nè di rimprovero, nè di comprensione.  
Ieri ho potuto riabbracciare Tamara e sua figlia.
Un nuovo raggio di sole che si è aggiunto a quelli del cielo.

giovedì 30 giugno 2011

MARE

La notizia è: il mar Ionio è gelato!
Da piccola mi bagnavo appena e uscivo in fretta perchè mi davano fastidio le dita arricciate.
Da grande non ho il coraggio di tuffarmi.
Aspetto tempi migliori. Intanto si sta annuvolando ...
Nell'attesa di un bagno decente, per ora sono arrivata con l'acqua alla cintola, mi dedico ai miei gioielli (di bigiotteria e di carne e ossa) e all'organizzazione della mia festa di compleanno.
Stasera tocca a Federico dormire con me.
Ah, non è vero che non è cambiato nulla!
Hanno aperto una nuova pizzeria e non hanno ripristinato la passerella di discesa alla spiaggia sul tratto dove finiscono le case.
Ci sono ben due spazi destinati ai gonfiabili e Beniamino serve le pizze sulla spiaggia.
Il parcheggio è sempre a pagamento ma non c'è il solito tipo che controlla i grattini.
Si sta benissimo perchè non c'è ancora nessuno. 

martedì 28 giugno 2011

BLOG IN VACANZA


Il mio blog quest'anno non andrà completamente in vacanza, come al momento non ci sono andata completamente  io.
Continuerò a scrivere il mio diario, almeno questa è l'intenzione. Non credo posterò foto perchè la connessione internet mi fa impazzire!
Sono a Chiatona dallo scorso 22 giugno sera.
Ho trovato mio figlio leggermente febbricitante e piuttosto apatico, oltre che afflitto da una tosse fastidiosa.
Domenica scorsa abbiamo cominciato l'antibiotico anche senza certezze sul risultato del tampone faringeo che è ancora disperso nei meandri del laboratorio di cardiochirurgia del policlinico.
La febbre, poca in verità, non è tornata. La tosse si sta lentamente attenuando.
Stanotte nessun mal di testa o dolore alle gambe ci ha svegliati e il piccolo ha dormito tranquillo.
Non sopporto undici e più cose, ma le malattie potrebbero convincermi a pronunciare la parola odio!
Quante preoccupazioni si potrebbero risparmiare ...
Qui tutto è sempre uguale per fortuna. Amo le piacevoli certezze di questo luogo.
Beniamino è sempre benevolo, Leonardo sollecito e simpatico, Rocco vende carne che piace anche a me quasi vegetariana, la moglie di Rocco (mi rendo conto ora che non so come si chiama) continua ad invitare mia mamma per il caffè mattutino e a riempire di complimenti (e merendine segrete, mannaggia!) mia figlia.
Dietro la minaccia che non l'avrei più mandata con la nonna, Arianna ha smesso di accettare merendine e si accontenta dei complimenti.
Il vento ha spazzato via ombrelloni e aghi di pino negli ultimi tre giorni e appiattito o ingrossato il mare secondo la direzione in cui soffiava.
Vorrei tanto immergere i piedi nell'acqua e godere la sensazione bellissima che mi provoca alle caviglie ... stasera fuggo e vado a vedere che effetto fa!

martedì 21 giugno 2011

MADRID


Mumble, mumble ...
Lo so, non è bello cominciare in maniera così meditativa il resoconto di una vacanza.
La prima impressione che ne ho riportato tuttavia, è che viaggiare nel terzo millennio comincia ad avere il sapore di minestra riscaldata. Almeno in Occidente.
Sarà che il mondo lo vediamo tutti i giorni: basta un portatile!
Sarà ancora di più colpa (o merito?) della globalizzazione che ci ha unito e rimescolato in un'unica zuppa informe dove diventa sempre più difficile distinguere i singoli ingredienti.
Così Madrid è come Praga, Milano come Parigi.
Stesse facce, stessi marchi del consumismo, stesse mode ...
Domenica abbiamo avuto bisogno di un costume da bagno e l'abbiamo acquistato da Calzedonia. Non senza qualche difficoltà visto che dall'analogo negozio di Lodi avevo già preso ciò che mi serviva per il mare e una terza scelta, tra cose già note e provate, è stata complicata.
Sempre domenica ci siamo concessi il rito delle tapas in un piccolo bar situato in una zona lontana dalle più classiche Gran Via e Puerta del Sol.
E cosa arriva tra gli stuzzichini famosi ormai in tutto il mondo? Una gustosissima e quanto mai fresca burrata!
Peccato non aver scommesso davvero con mio marito sulla sua origine; il gestore del bar ha confermato che non si trattava certo di prodotto tipico spagnolo ma di una "novità" importata dall'Italia meridionale.
Un po' tutta la cucina, d'altronde, richiama moltissimo piatti a me molto noti: fave, peperoni, baccalà, pomodoro la fanno da padrona secondo metodi di cottura praticamente uguali a quelli dell'Italia del Sud.
Non saremo stati dominati da spagnoli e francesi per nulla!

Madrid - Puerta del Sol
Di Madrid ci è piaciuto più di tutto il clima, non soltanto quello meteorologico.
Il caldo era piacevolissimo, secco e smorzato appena da una leggera brezza per niente fastidiosa.
Ma soprattutto il calore e l'accoglienza dei madrileni hanno contrastato con il gelido e distaccato sorriso e con le risicate informazioni ottenute lo scorso anno a Praga.
Gli spagnoli, come gli italiani, non parlano inglese. Ma a gesti ci si capiva benissimo.
Una vecchietta ha notato il mio sguardo che si levava verso l'alto da sotto la larga tesa del cappello di lino che, insieme agli occhialoni bianchi, facevano di me una quasi perfetta turista americana e ha subito intuito che cercavo di leggere il nome della strada.
Ci ha sorriso e dato tutte le informazioni di cui avevamo bisogno e che abbiamo compreso più per empatia che per conoscenza della lingua.
Non dimenticherò neanche il tassista che ci ha accompagnati in albergo dall'aeroporto. Soprattutto non dimenticherò la sua macchina scassata, che sussultava ad ogni semaforo, e le foto infilate sul parabrezza dei suoi tre piccoli nietos, di cui abbiamo presto scoperto l'età, seis y cuatro anos, dieciseis meses.

Madrid - Gran Via
Il buio della sera ha faticato sempre a sostituirsi all'accecante luce diurna.
Intorno alle 23 però era finalmente scuro e l'acqua delle fontane scintillava ai riflessi dei lampioni, le insegne lampeggiavano, i taxi numerosissimi sfrecciavano disegnando scie luminose sui grandi viali stracolmi di gente, giovane e non. 
Tutta composta e tranquilla. Che si trattasse di punk-a-bestia, turisti, ragazzine locali o del resto della popolosa fauna umana che riempie le strade di Madrid, non si notavano eccessi di protagonismo ma una leggera, svagata, sana allegria e voglia di vivere. 

Madrid - Parco del Buen Retiro
Sabato mattina abbiamo usufruito di una visita guidata gratuita offerta dall'albergo.
Una guida messicana ci ha lasciati nelle mani di una seconda guida inglese e insieme a brasiliani, tedeschi, una torinese e una rumena che vivono a Parigi ed un nullafacente giramondo degli Emirati Arabi, abbiamo visitato il lato est della città: Puerta del Sol, chiesa di San Jeronimo, parco del Buen Retiro, fontane di Nettuno e di Cibele.
Nel pomeriggio, abbandonati la guida ed il gruppo, siamo entrati a Palazzo Reale e, come sempre più spesso ci capita, ci siamo domandati ma a che saranno serviti mai tante stanze e tanti arredi? E ancora: ma che gusto dell'orrido avevano questi nobili?
La pasticceria segnalata dal nostro libro era chiusa, così ci siamo rifugiati in un locale antico  alla Puerta del Sol; più che essere decadente sembrava proprio cadere a pezzi, bicchieri e camerieri compresi.

Madrid - Vista della città dal cortile di Palazzo Reale
Stupisce, ma non troppo, la  sensazione di povertà che si respira anche in una delle maggiori capitali europee.
Abiti e scarpe di bassa qualità, vetrine imbrattate da scritte di ogni genere, prostitute e artisti di strada, barboni, precari che invitano ad entrare nei locali, una grande manifestazione di piazza contro "los politicos corruptos, l'euro truffa e  la mancanza di democrazia".
"Perchè non lo fotografi? E' bravissimo con quel piede sollevato tutto il giorno a far finta di essere un Cristo d'argento."
"Perchè mi fa impressione. E poi perchè è disumano. Nessuno dovrebbe essere costretto a far questo per vivere."
La crisi economica ci plasma e ci abbrutisce.
Madrid - Oltre la porta di Santiago cominciano a raccogliersi centinaia di manifestanti
Ma nessuna crisi può fermare il ritmo incalzante del flamenco. Sabor de Espana, finalmente!
Unico e inimitabile.
Sul piccolo palco del caratteristico ristorante risuonano intense le voci dei cantanti, senza bisogno di microfono.
Le chitarre incalzano con il loro ritmo veloce e piedi e mani si muovono frenetici.
L'anziana ballerina non ha nulla da invidiare alle tre più giovani. Il suo corpo afflosciato rivela i suoi anni, ma il manton di cui sembra schiava le si agita intorno vorticosamente, dimostrando che l'anima non ha età e la passione è ciò che ci fa vivere degnamente.
Amor, sangre e muerte, tre parole, un concetto che da meridionale comprendo bene.
Bravi, bravissimi, superlativi!
Madrid - Corral de la Moreria - Adrian Sanchez e altre stelle del flamenco
Domenica mattina ci ficchiamo in un mercatino che sembra non finire mai, sul lato ovest della città, alla ricerca inutile di pezzi di artigianato locale. C'è soltanto la solita paccottiglia cinese per turisti già vista nei negozi del centro. 
Che peccato! Che nessuno voglia più fare l'artigiano intendo ... cosa che ovviamente fa salire di molto i prezzi di quel poco che ancora resta di handmade. 
Uno splendido scialle ricamato a pappagalli e fiori dos mil seiscientos euro, ventagli intagliati nella madreperla dai mille euro in su. Pochissimi e intoccabili.
Usciti dal mercatino ci ritroviamo in mezzo ai cartelli dei manifestanti. 
Italia o Spagna, che cambia? Stessi problemi  ... pensionati, precariato, corruzione. Ma come si fa ora a tornare alle pesetas o alle lire? Perchè chi doveva controllare il giusto cambio non l'ha fatto a tempo debito?

Madrid - Plaza Mayor
Il pomeriggio è dedicato al Prado ed ai suoi capolavori. Guardati un po' di fretta in verità, le gambe non reggono più le decine di chilometri macinati.
Splendide, com'è ovvio, le Madonne di Raffaello, delicato il pizzo color acqua del cuscino della Maya desnuda , imponenti e voluttuose le tre Grazie di Rubens, di un incredibile realismo, ancora più sconvolgente se si considera l'epoca, le due tavole dello sconosciuto (almeno per me) Robert Campin, inquietante per la capacità di suscitare immedesimazione nel momento la Preparazione alla crocifissione di Ribera.
Troppo stanchi per girovagare anche tra i capolavori raccolti nel Reina Sofia o tra le sale della collezione Thyssen - Bornemisza, torniamo, lo confesso con un taxi, alla Puerta del Sol, davvero ombelico della città.
La "nostra" pasticceria è ancora chiusa. Dopo un gelato in quella del giorno precedente, ci avviamo lungo la strada che conduce all'hammam intravisto la mattina e causa del nostro improvviso acquisto di costumi da bagno.
E' ancora presto e ci vuol poco a cedere alla tentazione di assaggiare tè e pasticceria magrebina nel locale posto di fianco ai bagni arabi.
Mancano tre quarti d'ora all'appuntamento con il relax; li passiamo all'interno di una chiesa, in totale silenzio, ciascuno perso nelle sue considerazioni, a fare il punto della situazione momentanea e di quella più generale.
La vetrata colorata si riflette sul marmo bianco creando un dolce arcobaleno.
Finalmente entriamo nelle vasche che procedono da caldo a tiepido e poi freddissimo. 
Restiamo "in ammollo" per oltre un'ora, girando tra una vasca e l'altra, soffermandoci sulle bocchette dell'idromassaggio o sotto le fontanelle che sciolgono di acqua capelli e pensieri.
Nel bagno turco non resisto a lungo, non tanto per la temperatura quanto per l'imbarazzo di trovarmi da sola in mezzo al fumo con quattro uomini sconosciuti. Ma il vero hammam non è separato? 
Distesa sulla pietra calda, mi godo ogni movimento del massaggio finale con il tradizionale sapone esfoliante.
Grazie al cielo il massaggiatore parla francese! Senza potersi guardare negli occhi, anche l'empatia ha i suoi limiti.


La stanchezza è volata tra acqua, fumo e sapone, come sono volati questi giorni spensierati.
Ora vado a raggiungere i piccoli mostri che non vedo l'ora di riabbracciare forte.
Nostro più grande motivo di felicità.

giovedì 16 giugno 2011

PER FORTUNA DOPO UN PO' TORNO NORMALE ...

Caro blog,
sono sul treno che mi riporta a Milano.
Tornerò a Lodi, volerò a Madrid, combattuta tra desiderio di libertà e leggerezza e struggente nostalgia di due cuccioli pestiferi e bellissimi: i mostri.
Chissà se loro ne avranno di me. A giudicare dalla frase: "Non ti preoccupare mamma, anche noi abbiamo diritto alle nostre vacanze con la nonnina", direi che non stanno affrontando nessuna lotta interiore.
Sento ancora i granelli di pistacchio scrocchiare sotto i denti e fondersi al dolce sapore di vaniglia e a quello più intenso di cioccolato. Pistacchio, cioccolato e vaniglia a comporre la pralina gelata comprata da mia madre nella pasticceria che preferisco per l'occasione della mia visita.
Sono in un vagone che corre veloce tra biondi campi di grano, distese d'ulivo a perdita d'occhio, rare vigne e palme lussureggianti.
Di fronte a me due anziani coniugi. Lei avvicina agli occhi schemi incompleti di cruciverba, lui sonnecchia davanti al portatile sul quale ha appena terminato l'ennesima partita di solitario.
Mi accoccolo sul sedile del treno per ritrovare il tepore del divano di mamma, il fruscio sottile ed ipnotizzante del filtro dell'acqua del piccolo acquario nel quale resta ormai un solo pesce pulitore cresciuto a dismisura.
Si attacca al vetro con la bocca a ventosa, come io mi attacco a profumi di bimbo, parole gentili, sogni e visioni per dare un senso al mio andare che a volte mi sembra soltanto un fluire tra una roccia aspra ed una pianta tenera del fiume della vita.
Sposto mentalmente lo sguardo dall'acquario alla finestra e mi accorgo che sono venuta qui a rubare scampoli d'estate e di azzurro ... quello vero.
Le pale eoliche segnano il confine tra la terra di Puglia e quella molisana.
Girano lente come giostre per piccoli o se ne stanno immobili come cristi in croce un po' sbilenchi.
Non dovrei più tornare in questi luoghi.
C'è il rischio che un giorno decida di non seguire più il fiume e gettare l'ancora a sud, nel mio sud che ancora chiamo Casa.



Un po' di sano spirito latino, sole, flamenco e romanticismo mi faranno riprendere. 
Almeno mi auguro!

martedì 14 giugno 2011

SI PARTE


Forse ...
Tutte le volte, quasi tutte ok non esageriamo, che si deve partire o c'è qualcosa di bello in programma, qualcuno si ammala.
Quella volta che dovevamo andare in montagna, finimmo ricoverati per un giorno, causa accertamenti sulle convulsioni febbrili.
Riuscimmo a rimandare la prenotazione di una settimana e la febbre, intanto scomparsa, puntualmente si ripresentò a poche ore dalla seconda partenza. Partimmo ugualmente e l'aria di montagna fu salutare.
Non dimenticherò mai quel lungo viaggio notturno in treno durante il quale, sprovvista di sacchetti e bacinelle, non riuscii ad impedire alla piccola che allora aveva poco più di due anni, di vomitare per tutta la notte dalla cuccetta superiore verso quella in basso nella quale tentava di dormire suo fratello.
Trenitalia avrà deciso di rinunciare alla manutenzione dei treni dopo aver visionato quella carrozza la mattina seguente.
In un'altra occasione, Arianna pensò bene di farsi venire forti dolori di pancia, si sospettava addirittura un'appendicite e febbre immancabile ... anche allora partii e andò meglio dalla mattina seguente.
Le vacanze di Pasqua del 2007 durarono più del previsto perché a Federico esplose la varicella incubata nei precedenti giorni di asilo.
Non siamo mai riusciti a visitare Treviso, dicono bellissima cittadina, nonostante abitassimo a pochi chilometri di distanza. Tutte le volte che si decideva di andare, niente da fare, malati!
Accadde addirittura di approfittare dell'assenza dei mostri per la tanto desiderata  visita.
Loro erano in vacanza dalla nonna, mio marito ed io partimmo per una seratina romantica.
Non appena parcheggiammo, chiamai la nonna e scoprii che Federico aveva la febbre oltre i 38!
Treviso non mi ha mai vista e mai mi vedrà!
Ieri abbiamo rimandato la partenza per Bari causa febbre alta e gola rossa. Stasera si parte in ogni caso.
E che Dio ce la mandi buona! 
Stavolta nessuno ci sposterà la prenotazione prevista per il fine settimana e credo di aver diritto anch'io a qualche attimo rubato tutto per me.

lunedì 6 giugno 2011

RIASSUNTO DELLE PUNTATE PRECEDENTI


Primo giugno: saggio di danza. Allievi dei corsi di musical, hip hop e jazz.
Ho ammirato il tuo sorriso stampato sul volto. E' così raro, dunque prezioso.
Ho invidiato la tua capacità di resistenza a tante ore di prove seguite da due ore e mezza di spettacolo.
Ti ho visto piccolo e grandissimo.
Ho pregato perché i tuoi jeans, si può dire i primi che indossi in otto anni, non cascassero all'improvviso e che il tuo impegno a tenerli su con la mano senza perdere il ritmo, nè sbagliare un passo, fosse ripagato. Così è stato, maledetto elastico!
Sei stato semplicemente grande.
Spero proprio che vorrai continuare: da quel che ho visto, la danza jazz fa per te.

Due - cinque giugno: vacanzina in Piemonte insieme a due splendide famiglie.

I LUOGHI
Tacconotti
Acqui Terme
Duomo di Acqui Terme
Loazzolo
I PROFUMI
Gelsomino
Lavanda
Ginestra
LE SUGGESTIONI
Salita per il Duomo di Acqui Terme
Cascina Blengio - Vista "dal gelsomino"
Cascina Blengio - Decori di piante grasse
Cascina Blengio - Lavanda, lavanda e ancora lavanda
... ma anche viole
Canelli - Cantina Bosca
Vino sopravvissuto all'alluvione
 IL TEMPO
... non ci ha accompagnato
IL LAVORO DELL'UOMO

Azienda agricola Forteto della Luja
Quante cose si possono fare con la lavanda!
Canelli - Tra Langhe e Monferrato: il vino


 LE AMICIZIE

Guarda che bella farfallina!
Gatto, ehi gatto!
Sebastian? Vieni Sebastian!

I SAPORI 


Mombaldone - L'Aldilà
Al di là di ogni aspettativa, ottimo cibo, cortesia impagabile
E adesso ultima settimana di scuola!