Tu che nel fine settimana ciondoli tra un divano ed un altro, transitando anche per il letto; tra le mani un libro di inglese, di storia o di psicologia.
Poi prepari un tè e mi prendi di spalle per darmi un bacio.
Tu che ti hanno laureato ingegnere elettrotecnico ed il corto circuito dovevi farlo proprio quando ti ho chiesto un favore per un'amica.
Ma hai smontato e ripulito l'aspirapolvere ed ora è come nuovo.
Tu che sei convinto di aver ragione e ti lamenti perchè voglio averla sempre io.
Non è che voglio, è che di solito HO RAGIONE! Di solito, va bene, e che è!
Tu che lasciavi sempre l'anta del guardaroba all'ingresso aperta, facendomi innervosire.
Nella nuova casa ho preso un appendiabiti a parete per non doverla chiudere al posto tuo.
In compenso ora mi tocca spolverare.
Tu che dici: "Ti ricordi Alessandro e Paola?" e io non so di chi parli fin quando non capisco che ti riferisci ad Alberto e Patrizia. In fondo cosa importa un nome, non è un problema di memoria: ciò che conta è l'affetto.
Tu che non ci sei mai stato quando servivi ma ora ci sei di più.
Tu che hai un'amante sola: il tuo tapis roulant. Moglie fortunata perchè non devo più sentire i vostri mormorii. Dal box non arrivano fino al secondo piano.
Tu che ti venderesti per tua figlia e pensi che tuo figlio abbia sempre torto. Ma daresti la vita per entrambi.
Tu che sei e resterai sempre un mistero per me perchè parli così poco. D'altronde il silenzio è d'oro ... ammazza però che noia la ricchezza!
Tu che non vorresti mai ospiti e quando vanno via mi ringrazi per la bella serata.
Tu che c'è sempre qualche amica troppo sincera che non trattiene i complimenti sul tuo aspetto.
Odio la sincerità, ma mi piace molto il tuo aspetto.
Tu ... ehi tu, dico a te. Non voglio vivere senza di te. Ma non domandarmi mai perchè.